Appello
“Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato 'golpe' (e che in realtà è una serie di "golpe" istituitasi a sistema di protezione del potere). [...]
Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero.” Così inizia il famoso monologo di Pasolini.
Scrivo questo documento perché anche io so che siamo difronte alla possibilità di un nuovo drammatico golpe.
Si tratta di un golpe strisciante che imperversa da tanti anni e che sempre più ci espropria le nostre popolazioni della possibilità di prendere decisioni sul nostro territorio e su tutto quello che vi è sopra.
È un golpe strisciante che si sta consumando nella completa afasia. So che farei meglio a non scrivere, ma il cuore non mi permette di non farlo.
Non posso vedere il mio paese coperto di rifiuti. La frazione umida dei rifiuti è biomassa che semplicemente interrata si trasforma in compost (concime di cui il nostro paese ha bisogno per combattere la desertificazione e ridurre l'uso dei concimi chimici).
Non posso vedere il mio paese contribuire a missioni sciagurate di guerra, missioni che uccidono e terrorizzano miei fratelli che hanno la sola sfortuna di essere nati in Iraq, Afghanistan o qualunque altro paese. Guerre volute e decise da comitati d'affari fatti di uomini squallidi. Gente sudicia che dovrebbe essere espulsa dal genere umano.
Non posso accettare che nel mio paese viga un silenzio complice sulla repressione che è avvenuta a Genova.
Non posso vedere il mio paese che permette che comitati di affari costruiscano opere inutili il cui solo scopo è spendere il denaro comunitario distruggendo il nostro ambiente. Non posso vedere le popolazione represse e umiliate nel Nord, come nel Centro e nel Sud, che siano i no-tav, i no-dal molin, o i comitati di Serre e Pianura ...
Non posso vedere il mio paese perdere il treno dell'innovazione e anziché seguire l'esempio virtuoso dell'Estrema Dura che ha deciso di utilizzare il software libero ed ha ottenuto una crescita di oltre il 100% in 4 anni, sceglie di affidare il suo futuro a Microsoft.
E infine, in questa situazione di campagna elettorale non posso vedere realizzarsi in modo chiaro il disegno di chi vuole zittire ogni rappresentanza, per chi non si accoda al pensiero unico.
È chiaro che la crisi di governo è stata originata dall'interno del centro sinistra. Il punto politico è stato la rottura dell'Ulivo, voluta dai settori di centro.
La sinistra Alternativa si è divisa fra chi, Sinistra Critica, ha scelto di seguire la strada del cuore e votare contro la missione in Afghanistan (che noi non vogliamo), e chi, la Sinistra di Governo, non ha voluto dare al nascente Partito Democratico la scusa per rompere l'alleanza e non mantenere il programma elettorale.
Se al momento della spaccatura la lacerazione è stata difficile, oggi alla luce della rottura degli accordi di Veltroni è chiara la ratio di entrambi. È ancor più chiara la lucida razionalità della Sinistra che ha scelto di salvare il Governo, ma è chiaro anche che chi seguendo il cuore ha deciso di votare contro la guerra in Afghanistan, non può e non deve essere tacciato di tradimento. Perché difronte alla deriva a cui assistiamo la sola speranza di uscirne è l'appello alla coscienza morale.
È chiaro che il progetto politico congiunto che tiene in sintonia Veltroni e Berlusconi è imporre agli italiani il modello del pendolo. Il Governo delle larghe intese che verrà, porterà i due partiti a imporre agli elettori un sistema che permette ai due grandi partiti di presentare lo stesso programma, concordato con i comitati d'affari, e che chiama solo gli elettori a scegliere unicamente quale partito lo porterà avanti. La Democrazia non è il diritto di scegliersi il padrone. La Democrazia è intimamente partecipazione alle scelte.
Contro questo progetto sciagurato, credo che la sola speranza sia la saldatura di tutti i comitati, i movimenti e i partiti che intendono battersi affinché nel nostro paese si continuino a prendere decisioni in luoghi diversi dagli squallidi comitati d'affare. Mi riferisco alle associazioni, ai movimenti, alle reti.
L'appello alla Sinistra Arcobaleno è che si allei con i movimenti di Grillo, con tutti i comitati no-tav, no-dal molin, rete rifiuti zero, hacklab, rete dei lug, senza escludere neppure la Sinistra Critica.
Un movimento che parta da questi punti categorici:
- Rifiuto della guerra;
- Rifiuto della gestione sciagurata del nostro territorio, (sia esso ciclo dei rifiuti, Tav o basi militari);
- Una visione dell'innovazione che non sia disegnato sugli interessi di multinazionali (tra l'altro non italiane) ma basata sul modello del software libero che è l'unico pensato a tutela degli interessi di lavoratori e utenti.
Dovrà essere chiara la rotta della dicotomia fra PD e PDL. È importante che sia chiaro che in questo scenario che cambia, il fatto nuovo non è la possibilità dei cittadini di poter partecipare alla scelta fra Veltroni e Berlusconi, fra PD e PDL ma battersi per:
la difesa della democrazia nel nostro paese;
la difesa del nostro territorio;
la difesa di una politica di pace;
un progetto di innovazione e di sviluppo diverso;
la difesa e la tutela dei lavoratori e dei precari.
Se lo vogliamo, se ci crediamo, se ci impegniamo è un progetto ambizioso ma non lontano dalla nostra portata.
- blog di Zamolf
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